Quando si fa riferimento alla sicurezza di una casa isolata o di un piccolo terreno, l’immagine classica è quella di telecamere con cavi a vista. Oggi, però, la tecnologia ha reso tutto più semplice: bastano una fototrappola “smart” e lo smartphone in tasca per avere sotto controllo ciò che accade, ovunque ci si trovi. Scopriamo tutto ciò che serve per capire come scegliere una fototrappola collegata al cellulare come sistema per la sicurezza.
Come funziona una fototrappola
La fototrappola nasce come dispositivo per il monitoraggio della fauna selvatica: un piccolo box mimetico con sensore di movimento che scatta foto o registra video quando rileva passaggi nel suo campo visivo. Negli ultimi anni, però, si è trasformata in uno strumento utile per la sicurezza domestica.
La differenza rispetto a una classica telecamera IP consiste nel fatto che la fototrappola è pensata per resistere alle intemperie, consumare pochissima energia e, soprattutto, restare “invisibile” agli occhi dei malintenzionati. Collegandola al cellulare, poi, si ottengono notifiche immediate e non si ha bisogno di un monitor o di un hard disk sempre acceso.
Caratteristiche tecniche da valutare prima dell’acquisto
Prima di acquistare una fototrappola da destinare alla videosorveglianza è bene fermarsi qualche minuto e fissare alcune caratteristiche tecniche assolutamente da considerare:
- risoluzione foto e video – oggi il full-HD è il valore di base; più che il numero dei megapixel, bisognerebbe valutare la qualità in termini di visione notturna;
- infrarossi a bassa luminosità – meglio preferire LED non illuminati per restare discreti durante la videosorveglianza dell’area da proteggere con la fototrappola;
- angolo di campo – oltre 100 gradi si rischia di distorcere i bordi, sotto i 50 gradi si potrebbe “perdere” qualche dettaglio ai lati;
- velocità di scatto – sotto i 0,3 secondi è un valore ottimo per riprendere soggetti in movimento rapido;
- formato dei file – se si vuole effettuare il download velocemente sullo smartphone, meglio puntare su file compatibili H.264/H.265 per i video e JPG per le foto.
Un consiglio pratico consiste nell’aprire il manuale e nel guardare quanti secondi di clip continui si possono registrare con una singola rilevazione. Si tratta di un dettaglio davvero determinante quando si ha la necessità di documentare con gli scatti un’intera scena.

