La migliore microcamera WiFi: quando e dove utilizzarla

microcamera WiFi
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La sensazione di sicurezza è diventata un bene prezioso. Sia per la propria abitazione, lasciata incustodita per le vacanze, o per l’ufficio, in cui magari si custodiscono documenti o attrezzature di valore, l’idea di avere un occhio che veglia sulle proprietà rassicura molti. Se fino a qualche anno fa la videosorveglianza era sinonimo di grossi dispositivi evidenti, oggi la tecnologia offre soluzioni che sembrano quasi fantascientifiche: le microcamere WiFi.

Quando e dove utilizzarla

La microcamera WiFi è pensata per chi non vuole solo spaventare l’intruso, ma coglierlo sul fatto, registrarne il volto, le azioni e avere prove inconfutabili da fornire alle forze dell’ordine. Essendo nascosta (ad esempio, in un oggetto di uso comune come un orologio da tavolo, un caricatore USB o un sensore di fumo), agisce senza farsi notare.

Il malintenzionato non sa di essere ripreso e si muove con naturalezza, dando la prova schiacciante che un sistema di deterrenza non avrebbe mai potuto catturare.

La potenza di una microcamera impone una grande responsabilità. Non si può piazzare ovunque. Il tema della sicurezza deve sempre bilanciarsi con quello della privacy. Infatti, l’uso di una microcamera WiFi trova la sua massima espressione in contesti specifici legati alla sicurezza patrimoniale, come:

  • protezione di beni specifici – se si possiede una cassaforte, una collezione di oggetti di valore o un’area dell’ufficio in cui c’è del denaro (come una cassa), una microcamera puntata su quell’area specifica è una soluzione ideale;
  • monitoraggio ingressi secondari – spesso i ladri entrano da porte sul retro, finestre nascoste o garage. Una telecamera visibile può essere posizionata sull’ingresso principale, mentre una microcamera può monitorare in modo nascosto i punti più vulnerabili;
  • seconde case o periodi di assenza – durante le vacanze, la casa è vuota. Una microcamera che rileva il movimento e invia un allarme istantaneo sullo smartphone permette di verificare in tempo reale cosa sta succedendo (un falso allarme o un’intrusione reale) e chiamare subito aiuto.

Il tema della privacy

La legge è molto chiara: è vietato riprendere persone a loro insaputa in luoghi di privata dimora altrui o in spazi in cui ci si aspetta la massima privacy (come bagni o spogliatoi).

Se si installa una microcamera in un ufficio, i dipendenti devono essere informati della presenza di sistemi di videosorveglianza (spesso con appositi cartelli). Lo stesso vale per i collaboratori domestici: la giurisprudenza ammette la sorveglianza per la tutela del patrimonio o la sicurezza di persone vulnerabili, ma non deve mai ledere la dignità del lavoratore e deve essere limitata alle aree di passaggio o di lavoro, mai nelle stanze private.


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